L’Associazione si propone lo studio delle Arti Marziali Filippine, note anche come  Kali-Arnis-Eskrima (cfr nota a parte), in particolare degli stili blade oriented, ossia quelli fondati a partire dalle tecniche di lama.
I meccanismi motori sviluppati nel combattimento con le armi da taglio, in particolare coltello e bolo (macete filippino), si sono dimostrati particolarmente efficaci anche se applicati in altri settori del combattimento, quale il disarmato, l’utilizzo di altre tipologie di armi  (bastoni, tomahawk, lame ricurve, ecc) o oggetti occasionali (chiavi, penne, cinture ecc).
Lo studio e l’insegnamento sono compiuti in modo rispettoso dei programmi originari, evitando mescolanze tra le tecniche e con il supporto costante di Maestri e Gran Maestri che rappresentano e alimentano tali Arti Marziali.  Solo successivamente ad un profondo apprendimento dei singoli stili l’allievo è guidato nell’adattare nel modo a lui più congeniale quanto appreso, tenuto conto delle sue caratteristiche psicofisiche ed esperienza Marziale.
Una visione sinergica dei vari stili e un migliore adattamento dell’ampia gamma di soluzioni offerte alle proprie caratteristiche è favorito da una approccio ai singoli stili guidato dall’ analisi dei principi guida, più che dalla memorizzazione delle sequenze tecniche, alle quali comunque dove esistono si fa comunque attento riferimento.

Lo studio delle Armi ed in particolare di quelle da taglio,  si è dimostrato assai utile anche per migliorare le abilità nel combattimento disarmato o contrastare le armi a “mani nude” o meglio sfruttando in modo opportuno oggetti occasionali a cui è facile accedere (chiavi, penne, libri, indumenti, cappelli, borse, monete, cintura, sciarpa, bicchieri, bottiglie, sedie, ombrelli, ecc).
In proposito osserviamo che:

  • Il panatukan o box filippina è stata fortemente influenzata dall’utilizzo del coltello, molti movimenti sono simili (ne è esempio il principio di distruggere l’attaco “gunting” o la similitudine tra gli attacchi di gomito e l’utilizzo del coltello in reverse grip)
  • molti allenamenti della box filippina si fanno con il coltello, anche per condizionare le traiettorie dei colpi o la giusta posizione delle braccia
  • la box occidentale è stata fortemente modificata/influenzata dalla box filippina a partire dalle posizioni di guardia. Se puoi leggi anche quanto si racconta in merito all’influenza su Mahamed Ali ed altri suoi contemporanei (Archie Moore ecc) della box filippina
  • in diversi stili di Arnis Blade Oriened gli attacchi a mani nude vengono portati su Punti di Pressione situati nelle zone target degli attacchi di coltello e seguendo schemi motori simili
  • l’ abitudine ad affrontare un avversario armato, specie di coltello, facilita anche da un punto di vista psicologico la gestione del combattimento disarmato (tutto sembra più facile e “meno pericoloso”)
  • contrastare un avversario armato abitua a muoversi al meglio e ad apprendere concetti come uscire dalla “linea di fuoco” e chiudere velocemente le distanze e quindi il combattimento.
  • il combattimento con il coltello aiuta a migliorare tra le altre cose il footwork, le capacità aerobiche e la gestione della distanza e del tempo.
  • l’utilizzo ambidestro o contemporaneo di più armi permette di migliorare la coordinazione motoria
  • l’uso delle armi è un ottimo condizionamento mentale perché costringe a decidere velocemente e ammette scarsi margini di errore.
  • pananjakman, efficacie Arte filippina dei calci bassi, nasce pure dai movimenti della lama di cui ne simula le traiettorie e ne considera l’efficacia (evitando calci alti)