SANMARCO FIGHTING KNIFE

GENESI

Il progetto del coltello da combattimento SanMarco ha inizio quando il Maestro Sandro Martinelli, esperto di lunga data di Arti Marziali, discipline di Combattimento e knife fighting (responsabile per il Triveneto dell’SGS-FAES), ottiene il prestigioso incarico di addestrare al Combattimento Tattico Militare il Reggimento Lagunari Serenissima di Venezia (in origine Battaglione San Marco).  In tale occasione il Maestro si accorge che ai militari manca un coltello davvero valido per il combattimento, per cui decide di avviare un progetto volto a dotare i propri allievi di uno strumento davvero valido.  A tale fine si rivolge all’amico e compagno di allenamento Marco Bellani, esperto di diversi  stili di Arti Marziali e Close Combat, da anni profondo studioso di stili italiani e stranieri di combattimento all’arma bianca (responsabile italiano CSSD-SC-Modern Arnis, Warriors Eskrima, Sayoc Kali ed europeo per il Pencak Silat Harimau Baringin Sakti) e knife designer.

I due Maestri, anche colti collezionisti di coltelli da combattimento, individuano sin da subito nella storica azienda di Maniago Mac Srl il partner ideale per realizzare un coltello tecnologicamente all’avanguardia, capace di soddisfare le esigenze operative dei lagunari e nel contempo costituire coltello innovativa nel campo del combattimento all’arma bianca e della difesa personale.
Il coltello e il doppio fodero multiposizione di cui è dotato, colgono a pieno il celebre moto “per mare, per cielo e per terra” e costituiscono uno strumento duttile utilizzabile davvero in ogni occasione, anche in difficili missioni anfibie o di combattimento urbano.
Il coltello combina quindi assieme le caratteristiche di un innovativo fighting knife (primo scopo del progetto) con quelle di un all purpose knife (adatto comunque anche in ambito survivall) e le   dimensioni compatte (lunghezza complessiva 26 cm) ne facilitano il porto in ogni occasione.

I materiali utilizzati per produrre l’arma sono, per la prima volta per un coltello dedicato al Nostro Esercito, i migliori disponibili sul mercato,  in particolare si evidenziano:

  • il prezioso ed eccezionale acciaio utilizzato, l’RWL34, ottenuto per sinterizzazione dal famoso ATS 34;
  • la robustissima punta, capace di perforare superfici molto resistenti o fungere da leva;
  • l’affilatura a rasoio e la seghettatura concava (capace di tagliare facilmente anche il ferro) realizzati artigianalmente secondo i criteri dell’antica scuola italiana;
  • lo speciale crascher a forma di testa di leone;
  • il coltello è a “tutto codolo”, ossia ricavato da un’unica barra di acciaio RWL34 dello spessore di 5,6 mm, per cui l’arma risulta particolarmente robusta;
  • teflonatura nera della lama, altamente resistente alla corrosione e alle sollecitazioni meccaniche;
  • il manico in polimero atermico appositamente prodotto e minuziosamente lavorato, per massimizzare confort nell’utilizzo, protezione della mano e facilitare i cambi  di grip/mano;
  • il sistema a doppio fodero (polimero e cordura) per il porto multiposizione della lama, davvero completo ed unico nel genere;
  • l’originale ed innovativo disegno di ogni elemento del coltello, volto a massimizzare l’efficacia delle tecniche di combattimento studiate dai due Maestri in scuole molteplici scuole di coltello

Come arma il coltello si prefigge inoltre di massimizzare l’efficacia in tutte e cinque le distanze di combattimento (lancio del coltello, lunga distanza, media distanza, corta distanza, combattimento a terra) e di consentire la difesa personale con un utilizzo molto graduale della forza  (a partire dal controllo/percussione con il crascher)
Per consentire un valido addestramento al combattimento la Mac ha realizzato appositamente dei trainer in metallo con la stessa forma, peso ed equilibrio del San Marco, in acciaio inox temprato (420), in modo tale da evitare che la lama con l’utilizzo si seghetti, come invece avviene con i trainer in alluminio.  L’impugnatura (smontabile) e la guardia del trainer sono gli stessi del coltello affilato.

La parte terminale dell’impugnatura (codolo) rappresenta la testa di un leone, che oltre ad aumentare l’efficacia dell’attrezzo, posiziona il coltello, da un punto di vista storico, perfettamente in linea con in famoso coltello “San Marco”, utilizzato dai nostri Lagunari nella II Guerra Mondiale.

SanMarco è la combinazione dei nomi dei due Maestri che hanno ideato e seguito la realizzazione del coltello: San(dro) e Marco

Il coltello è stato chiamato SANMARCO in onore dello storico battaglione con origine storica a Venezia, ora Reggimento Serenissima e del famoso simbolo della città di Venezia.  Le insegne del Leone Alato e il grido San Marco nei secoli sono rimasti elementi identificativi dei Lagunari Veneziani, la cui nascita come corpo militare si fa risalire all’epoca della Quarta Crociata, su iniziativa del Doge Enrico Dandolo.  Nel 1550 assunsero una struttura militare ben organizzata e il nome di “Fanti del Mar”. Nel tempo nome e struttura militare cambiarono spesso, ricordiamo “Cacciatori del Sile” nel 1848, dopo l’Unità d’Italia Brigata Lagunari trasformata nel 1918 in 8° Reggimento Genio Lagunari, che diviene “Reggimento Marina” nella Prima Guerra Mondiale, ristrutturato poi in Reggimento SAN MARCO.
Distintosi più volte anche nel corso della Seconda Guerra Mondiale e poi nella successiva fase di liberazione, il 1° luglio 1957 il battaglione “San Marco” è trasformato in Battaglione “Isonzo” Il 24 maggio del 1964 diviene “Reggimento Lagunari Serenissima“, dopo avere ricevuto nel 59 la Bandiera di Guerra.
A partire dal giugno 2000 il Reggimento Lagunari Serenissima è inquadrato fra i ranghi della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” e nel 2005 fa parte della Forza di Proiezione da Mare.
Negli ultimi anni il Reggimento si è distinto nelle operazioni in Kosovo, Iraq (“Antica Babilonia”), Libia (“Leonte”) , Libano (Leonte 5)

DESCRIZIONE – ASPETTI TECNICI

LAMA
La lama è stata studiata per massimizzare l’efficacia delle tecniche di combattimento infatti:

  • il perfetto equilibrio del peso, solo leggermente spostato sull’impugnatura, facilita i colpi di punta (puntate), tipiche della scherma italiana e ne rende allo stesso tempo sicura la presa. La forma della lama, longilinea e inizialmente più larga nella prima parte facilita una profonda penetrazione.  La parte terminale della concavità rende poi difficilmente rimarginabili le ferite, se utilizzate rotazioni del polso prima dell’uscita dell’arma dal corpo del nemico.
  • La concavità seghettata permette un eccezionale controllo degli arti dell’avversario e di tagliare elementi molto robusti quali cime o filo di ferro
  • Il controfilo migliora la penetrazione, consente puntate dal basso all’alto (tipiche degli Arditi e del R.E), colpi di rimessa, resistenza ai disarmi.
  • Il coltello è a un filo e mezzo e non doppio, per consentire il supporto della mano sinistra sull’arma, particolarmente utile ad esempio nelle tecniche di contrasto ad attacchi  portati con armi a percussione (o da taglio più lunghe), in tecniche di contrasto al disarmo, cambi mano veloci o pinzate (pollice che scavalca il ramo di guardia superiore). Il lato della lama non affilato agevola inoltre le tecniche di lancio del coltello, quando impugnato dalla parte della lama.
  • La parte della lama non affilata è zigrinata per evitare lo scivolamento della mano posta sopra e dare una migliore sensazione di dove inizi poi il filo.  La zigrinatura tende inoltre a bloccare lo scivolamento della lama dell’avversario quando questa impatta sul controfilo (tale concetto è stato poi applicato anche alla guardia).

La lama si adatta perfettamente anche ad un utilizzo quotidiano e survival in quanto dotata di:

  • un filo a rasoio (prima parte inferiore della lama)
  • una seghettatura concava robustissima, adatta a tagliare con facilità sia cime o corde che elementi in ferro (chiodi, filo spinato)
  • un filo più robusto (il controfilo) atto a consentire l’uso del coltello come un piccolo macete, senza rovinare il filo principale
  • una punta robustissima
  • un crasher pratico e funzionale, con taglio a scalpello, la testa del leone alla fine dell’impugnatura
  • un martelletto, la parte esterna del muso del leone
  • la parte zigrinata, non affilata della lama può essere utilizzata come supporto per la mano sinistra, squamatore, lima o cavatappi
  • la punta al termine della concavità seghettata può essere utilizzata ad esempio per bucare delle lattine, con il supporto della mano sinistra sul lato zigrinato della lama

Sempre in ottica serviva particolarmente utile può risultare la corda (robusto para cord militare) di oltre 3 m a disposizione (impugnatura tal volta è in para cord-vedi poi) e gli agganci consentiti dai fori situati sotto l’impugnatura (per accedervi basta rimuovere due pratiche viti a testa con taglio a scalpello). La  lama, grazie a tali elementi potrà essere utilizzata facilmente per realizzare una picca o un tomawak.
Di ulteriore aiuto  gli speciali accessori opzionali inseribili nella tasca a soffietto situata nel fodero in cordura

La robustezza della lama (dall’acciaio utilizzato, dall’accurata tempra e da uno spessore di 5,6 mm) consente di utilizzare il coltello come leva o supporto in caso di necessità

PUNTA
La punta è stata disegnata per massimizzare penetrazione e robustezza, alla quale ha contribuito in misura significativa la molatura, il tipo di acciaio utilizzato (RWL34) e la tempra. La punta risulta adatta anche ad utilizzi quali il lancio del coltello, sminamento, ecc.

IMPUGNATURA
L’impugnatura è stata realizzata con un robusto polimero atermico ad alto grippaggio e sagomata in modo tale da permettere,  ottima presa per il dito indice, idoneo supporto per le altre dita e agile movimento del polso (indispensabile nel knife fighting) agevola il posizionamento del pollice sul lato interno dell’impugnatura (nascondendolo in parte)  facilita i cambi di grip con la lunga concavità ricavata sul piatto della seconda metà dell’impugnatura, che inizia e termina con uno scalino, per rendere più sicuri i movimenti di rotazione dell’arma  l’impugnatura in polimero nella seconda parte è stata fatta appositamente più sottile, per “scaricare” il peso della lama dall’anulare e dal mignolo, in modo tale da agevolare il controllo della lama, più agile e veloce, delle altre dita (come si fa anche con le katane) e rendere più pratici i cambi di mano o di impugnatura

L’impugnatura in polimero è stata realizzata in un unico pezzo (non due guancette) e viene inserita dall’alto e bloccata sul coltello da due viti maschio che si inseriscono su due viti femmina con testa a scalpello (così da essere più semplice lo smontaggio).
Il coltello, nella zona riservata all’impugnatura, ha dei fori aggiunti rispetto a quelli necessari per il fissaggio dell’impugnatura in polimero, in modo tale che eventualmente possa essere fissato in modo ottimale del para cord (cfr indicazioni).
Sulla lama, nella zona riservata all’impugnatura (perciò sotto le guancette in polimero che costituiscono l’impugnatura), a circa 5 cm dalla fine, vi è un foro che serve ad agevolare i cambi di impugnatura se il coltello è utilizzato in versione skeletron (senza alcuna copertura dell’impugnatura).   Anche con l’impugnatura in para cord è possibile esaltare tale foro, facendovi passare dentro e fuori il cordino, in modo tale da lasciarne inalterata la funzionalità (cfr indicazioni).
Tale sistema è stato utilizzato su suggerimento del G.M. Bram Frank (CSSD-SC, Modern Arnis) I fori sull’impugnatura consentono inoltre un equilibrio ideale del peso del coltello.

CODOLO
Oltre a rappresentare, come citato la testa del leone, costituisce valido strumento di percussione e controllo, adatto al Close Combat. E’ possibile utilizzare quindi la parte terminale a scalpello (crasher) o la robusta sporgenza del muso del leone per eseguire tecniche di controllo, di aggancio o di percussione in tutte le direzioni.
Sul codolo è stato realizzato un foro più ampio che consente di legare un cordino di supporto od altro (utile anche per le tecniche corda e coltello tipiche della scherma italiana)

GUARDIA
Si è preferito, come un tempo, non realizzare una guardia integrale con la lama (come ormai è divenuto di moda negli ultimi anni, anche per economizzare nei tempi di lavorazione/montaggio guardia), in tal modo  si è potuta inserire una protezione per la mano dimensionata in modo corretto, ossia se la lama dell’avversario incrocia la guardia, la mano rimane salvaguardata costituisce un valido supporto per la mano, quando il coltello è impugnato in riverse grip (o rompi ghiaccio), per cui in tal modo è anche possibile non appoggiare il pollice sopra il codolo per evitare il scivolamento della mano  per la guardia si è potuto utilizzare un acciaio diverso da quello della lama,  più adatto agli scopi (assorbire colpi)

La guardia ha forma asimmetrica per sfruttare meglio la parte non affilata della lama e dare in tal modo maggior spazio alla parte superiore dell’impugnature (dove la mano richiede maggior spazio) e contemporaneamente rendere il tagliente principale più lungo possibile La forma asimmetrica della guardia, con il ramo superiore inclinato in avanti, consente un valido supporto per il pollice se utilizzato disteso in appoggio sulla guardia.

Il ramo inferiore della guardia, mantenuto appositamente perpendicolare rispetto al coltello, acquista anche funzione di sub-hilt e per anche tale ragione è stato ricavato uno scanso a forma di semicerchio subito dopo la guardia (prima del tagliente principale). E’ possibile quindi impugnare il coltello tenendo la guardia tra l’indice ed il medio, evitando in tal modo in misura pressoché totale il scivolamento della mano, anche con i colpi più potenti. Con tale impugnatura si esalta inoltre l’utilizzo del crescher/testa del leone (vedi poi)

La guardia è zigrinata all’interno (verso la mano) per evitare lo scivolamento e all’esterno per meglio bloccare i colpi che impattano sulla guardia (che altrimenti tenderebbero a scivolare scavalcandola).

La guardia è bloccata ad incastro da un lato dal maggior spessore della lama e dall’altro da due spine industriali, su cui va poi in appoggio l’impugnatura.
La guardia è stata realizzata in acciaio 420 temprato con un grado di durezza tale da consentire di assorbire agevolmente i colpi

BILANCIATURA/BARICENTRO

Il baricentro del coltello (ad impugnatura montata) è all’altezza dell’indice, in modo tale da consentire un ottimale controllo dell’attrezzo, che deve risultare agile come un pennello per un pittore.

ACCIAIO

E’ stato utilizzato uno dei migliori acciai oggi a disposizione sul mercato, l’RWL34, ricavato per sinterizzazione (polverizzazione) dal famoso ATS34 (detto anche 154CM europeo).  E’ un acciaio inossidabile che migliore le caratteristiche dell’ATS34,  particolarmente resistente, elastico e capace di mantenere a lungo anche un’affilatura a rasoio.  Particolarmente efficace è risultata la combinazione  tra l’acciaio scelto, la tempra (Roch 59) e la seghettatura concava

COPERTURA DELLA LAMA IN PTFE

Per motivi tattici la lama è stata ricoperta da una robusta teflonatura nera antiriflesso che comunque migliora anche le caratteristiche di resistenza alla corrosione.  Il procedimento utilizzato per realizzare tale copertura è il migliore oggi a disposizione sul mercato e consente alla verniciatura a base di teflon di penetrare, attraverso la cottura ad alta temperatura, all’interno del metallo, aumentandone le caratteristiche di resistenza all’usura.  Anche eventuali strisci profondi sulla lama rimangono mascherati dal colore nero e tendono a non emergere dalla teflonatura

TIPI DI IMPUGNATURA

Con il San Marco si possono effettua 6 tipi di impugnature base:

  • Saber Grip/fancing grip normale (impugnatura a sciabola), il coltello può essere agevolmente impugnato con il pollice in spinta sul ramo superiore della guardia o spostato di lato all’interno, nell’apposita concavità ricavata nell’impugnatura. Questo tipo di impugnatura è l’ideale per la media distanza e per la lunga
  • Hammer grip/impugnatura a martello, è molto simile alla precedente (per cui il passaggio da una all’altra è molto facile ed intuitivo) solo che il coltello forma circa un angolo di novanta gradi con il polso. La forma dell’impugnatura facilita anche tale tipo di presa, che va a posizionarsi subito sotto la guardia con il pollice che stringe il coltello sulla scanalatura ricavata sul manico prima della guardia. L’hammer grip si adotta preferibilmente nel close combat e consente di effettuare soprattutto colpi dal basso all’alto indirizzati al ventre (particolarmente utilizzati nei metodi degli Arditi/R.E. e nelle Carceri)
  • Saber grip/hammer grip con sub hilt, è possibile impugnare il coltello tenendo la guardia tra indice e medio. Tale modalità è ottima nel close combat e per il graund fighting, perché la presa è molto sicura e forte ed è possibile utilizzare in modo agevole il pollice per le pinzate e il crasher/testa del leone per le percussioni e i movimenti di aggancio.
  • Saber Grip esteso, per aumentare l’estensione dei colpi di punta il coltello può essere afferrato tenendo indice, medio e anulare prima della testa del leone (nel primo scanso ricavato in basso sull’impugnatura) ed in appoggio a questa, mentre il mignolo scavalca la testa portando il palmo in supporto al crasher.  In tal modo si realizza un’impugnatura comunque sicura (sfruttando la sporgenza della testa del leone) che permette di allungare di molti centimetri la punta del coltello, consentendo improvvise stoccate molto profonde che possono sorprendere l’avversario, ingannato dalla dimensione del coltello.  Tale impugnatura può essere usata solo nella lunga distanza per evitare il rischio di disarmi.
  • Reverse Girip, anche in questo caso la forma dell’impugnatura facilita la presa del coltello e la mano può appoggiarsi alla guardia, per cui è anche possibile non utilizzare, per precauzione, il pollice sopra al crasher o di lato sul profilo della guancetta dell’impugnatura. Tipo di impugnatura (detta anche “galeotta”) è adatta alla corta o al massimo media distanza
  • Reverse Grip con sub hilt, per dare maggior forza all’impugnatura ed esaltare l’uso del crasher è possibile impugnare il coltello in riverse grip tenendo la guardia tra indice e medio. In tal modo sarà più agevole effettuare anche prese con la mano destra, eseguite colpi o movimenti di aggancio con il crasher. Tale impugnatura adatta solo per il close combat e ground fighting


Lancio del coltello,
quando la distanza non consente nemmeno di toccare con la punta la mano dell’avversario o più semplicemente per sorprenderlo, è possibile lanciare il coltello. Il San Marco è bilanciato e strutturato per servire anche a questo scopo. Ovviamente, volendo cogliere impreparato l’avversario, sarà meglio lanciare il coltello dal manico, ma comunque è possibile lanciarlo anche dalla lama, impugnandolo dalla parte del contro filo e facendo molto attenzione a non tagliarsi al rilascio della lama.
Se si vuole utilizzare il coltello specificatamente per il lancio ed in particolare dalla lama, può essere opportuno diminuire l’affilatura del controfilo e comunque utilizzare il San Marco senza guardia e magari con il para-cord.  In questa sede non ci soffermiamo sulle impugnature che è possibile utilizzare nel lancio del coltello, ricordando solo che il coltello può essere impugnato sia dal manico che dalla lama, tenendolo di piatto  (maggior controllo) o di taglio (lancio più veloce) a diverse altezze, spesso a seconda della distanza di tiro.


CAMBI GUARDIA
Come già spiegato l’impugnatura è stata progettata per  consentire di effettuare i cambi di impugnatura in due modi fondamentali:

  • facendo scivolare pollice e medio nello scanso concavo ricavato nella parte terminale dell’impugnatura e poi ruotando il coltello con la punta verso il basso (per passare da saber a riverse grip) o veso l’alto per passare da riverse a saber grip. Si noti che al termine della concavità vi è uno scalino che serve per evitare di perdere il coltello nei giri veloci.
  • ruotando il coltello tra medio e anulare (o indice e medio). In tal caso da posizione saber grip anulare e mignolo passano sul lato opposto dell’impugnatura (dove c’è il pollice), stando sempre nella zona dell’impugnatura dove c’è la concavità, ma rimanendo perpendicolari a questa. Effettuata la rotazione, il coltello si trova in riverse grip ed anulare e mignolo ritornano dalla parte dell’indice e del medio. Si noti che gli scalini creati all’inizio e alla fine della concavità impediscono la caduta del coltello, mentre il manico piatto e più sottile nel punto della concavità facilita la rotazione. Allo stesso modo si può passare da reverse grip a saber grip, ma il movimento risulta più veloce nell’altro caso, perchè si sfrutta la caduta della punta verso il basso.


Quanto detto vale anche se il coltello ha il manico in cordura, in tal caso per il cambio (1) si utilizzerà il  metodo ideato dal nostro G.M. Bram Frank, facendo perno sul foro svasato ricavato a 5 cm dalla fine dell’impugnatura. Ovviamente, come descritto a parte, il para cord sarà fatta passare mettendo in evidenza tale foro.

Esistono ovviamente diversi altri modi per effettuare i cambi, anche velocissimi adottando impugnature particolari sulle quali non ci soffermiamo in questa sede

CAMBI MANO

Cambi mano veloci e sicuri (spostamento del coltello da mano destra a mano sinistra e/o vice versa), sono facilitati dalla presenza dello scanso a mezza luna prima della seghettatura concava (subito dopo la guardia).  E’ possibile quindi passare il coltello da saber grip mano destra a saber grip mano sinistra infilando il dito indice sinistro nello scanso dopo la guardia e quindi rilasciando la mano destra. Poi l’indice può agevolmente ritornare indietro scavalcando la guardia e portando la mano sinistra sull’impugnatura in normale saber grip. Da tale posizione si può ripetere alla rovescia il movimento tornando con il coltello sulla mano destra.  E’ possibile riprendere il coltello con la mano destra, mentre la mano sinistra tiene il coltello in saber grip sub hilt (con la guardia tra indice e medio), semplicemente alzando mignolo, anulare e medio e facendo scivolare dentro la mano destra, prima della guardia (modalità saber grip normale).  Stesso ragionamento vale per i cambi di mano da riverse grip a riverse grip
Ovviamente è possibile effettuare cambi mano anche senza ricorrere alla mezza luna, ma semplicemente passando il coltello da una mano all’altra.  Altri esempi verranno riportati a parte

FODERO

Per il San Marco è stato appositamente progettato un robusto e duttile fodero multi posizione, capace, come il coltello, di adattarsi in ogni situazione ed esigenza
Si tratta nella sostanza di due foderi multi posizione e modulari, uno piccolo e compatto in polimero e uno più ampio in robusta cordura che coglie all’interno quello in polimero (che comunque rimane estraibile), aumentandone le possibilità di utilizzo.
La ritenzione del coltello sul fodero in polimero è effettuata da due alette in polimero che vanno ad agire sulla rientranza non affilata della lama a mezza luna-sub hilt (situata dopo il ramo inferiore della guardia/crocera) e sfrutta le proprietà di elasticità e memoria della plastica, per cui per estrarre il coltello è sufficiente prendere il San Marco per l’impugnatura ed estrarlo con forza, la parte in plastica allora si deformerà e rilascerà il coltello. Vicino all’imboccatura del fodero in polimero è stata ricavato un piccolo supporto per il pollice in modo tale da facilitare l’estrazione che può essere quindi eseguita anche lentamente senza tirare con forza il coltello.
Particolare importanza è stata data alla necessità di realizzare una ritenzione particolarmente resistente, in modo tale che da evitare di perdere il coltello (ad esempio nelle missini “in acqua”) o avere un fastidioso movimento della lama nel fodere nei movimenti di azione più impegnativi (corsa, salto, azioni notturne).
Entrambi i foderi sono ambidestri, ossia possono essere utilizzati in modo ottimale sia da destrorsi che da mancini
Il compatto fodero in polimero è dotato di alcuni fori di aggancio, che unitamente ai supporti  messi  a disposizione consentono il porto multi posizione (collo, braccio, polpaccio, coscia, dietro la schiena orizzontale/verticale, al fianco, sotto giacca, ecc.). Tale fodero  può essere adottato anche per missioni anfibie, per cui sono già messe a disposizione due pratiche cinghie elastiche

Nel fodero in cordura va infilato quello in polimero, nel modo preferito da un destrorso o da un mancino.  I due foderi sono fissati assieme da una vite che passa in un foro ricavato nell’estremità inferiore dei due foderi.  Per la rimozione di tale vite è messa a disposizione una pratica chiave.
Il fodero in cordura è dotato doppio sistema multi posizione Mole che consente il porto in ogni posizione. Il passante per la cintura è in velcro, per cui è possibile fissare il fodero alla cintura senza bisogno di aprirla.  E’ fornita anche una prolunga del passante per la cintura, sempre in velcro, e una cinghia elastica per il porto cosciale.  Nei bordi del fodero sono stati poi posizionati degli ulteriori fori rinforzati da degli occhielli metallici per consentire ulteriori agganci (gli occhielli metallici inoltre rinforzano ulteriormente il fodero, già dotato di doppia cucitura), o il semplice inserimento di un utile para cord.
Le fettucce di ritenzione dell’impugnatura sono reversibili, in quanto bloccate sul retro del coltello dal velcro. In tal modo possono essere tolte o posizionate in modo ottimale sia da un destrorso che da un mancino. I bottoni, situati nelle estremità delle fettucce di ritenzione dell’impugnatura possono essere aperte agevolmente con un semplice movimento del pollice.
Il fodero in cordura è stato dotato di un utile tasca a soffietto, che rimane piatta se non utilizzata.
Sarà presto disponibile anche uno speciale kit survival (opzionale) da poter inserire all’interno della tasca
Entrambi i foderi sono ambidestri, ossia possono essere utilizzati in modo ottimale sia da destrorsi che da mancini

PRECAUZIONI

  • il coltello è particolarmente tagliente per cui deve essere maneggiato solo da persone esperte.
  • Non portare con se il coltello salvo per motivi di stretta necessità o militari
  • Il coltello deve essere riaffilato da persone esperte (o rispedito alla Mac per una raffilatura gratuita)
  • Pulire bene la lama dopo l’utilizzo, anche smontando l’impugnatura se necessario e lubrificarla con olio per armi appropriato
  • Lavare sempre la lama se utilizzata in acqua salata o ambiente acido e poi oliarla
  • Se la teflonatura dovesse rovinarsi con l’utilizzo, il coltello può essere rispedito alla Mac per una accurata ricopertura a prezzo di costo.

GARANZIA

ALLEGATO (A) – COME SMONTARE IL COLTELLO E CAMBIARE ASSETTO

ALLEGATO (B) – COME REALIZZARE IL MANICO IN PARA CORD

ALLEGATO (C) – TIPI DI IMPUGNATURE

ALLEGATO (D) – MODALITA’ DI CAMBI GRIP E CAMBI MANO

ALLEGATO (E) – COME AFFILARE IL COLTELLO

ALLEGATO (F) – SISTEMA DI PORTO MULTIPOSIZIONE DEL COLTELLO

ALLEGATO (G) – TECNICHE DI CONTROLLO e COMBATTIMENTO RAVVICINATO