WARRIORS CONDITIONING

 

Le diverse Culture, propensioni fisiche degli individui, località geografiche e possibilità di  accesso a risorse (armi) da sempre hanno creato differenti risposte alle necessità di confronto individuale e combattimento.  Si sono quindi sviluppati eterogenei sistemi di combattimento che spaziano dalla propensione alla lotta a terra, l’utilizzo dell’energia dell’avversario con tecniche di proiezione/squilibrio o leva, la preferenze per tecniche di calcio o di mano a lunga, media o corta distanza, l’ingegnoso utilizzo di strumenti o armi di diverso tipo (che di conseguenza hanno mutato l’approccio al combattimento disarmato).

Le diverse Arti Marziali e Sistemi di Combattimento nel proporre approcci differenti hanno determinato la necessità di coltivare svariati attributi e abilità psicofisiche, a cui WARRIORS CONDITIONING  vuole offrire un adeguato supporto.

I sistemi di allenamento che abbiamo studiato nei diversi Stili italiani, europei, statunitensi, giapponesi, cinesi, tailandesi, filippini, indonesiani ed altri ancora, differiscono per molti aspetti, anche se possono essere individuati importanti aspetti comuni, in particolare nella preparazione  mentale e a partire da tali considerazioni abbiamo predisposto un nostro metodo e routine di allenamento con il supporto di abili esperti delle Scienze Psicomotorie.

L’esigenza di giungere ad una sintesi dei di svariati sistemi di preparazione psicofisica incontrati discende dal desiderio di perseguire i migliori risultati in più stili e settori, pur consci del limite di tempo a disposizione.
L’analisi svolta è stata quella di stabilire quali sono le doti fisiche da raggiungere  o obbiettivo, tali da permettere di dominare con efficacia le diverse tecniche e stili.      Il compito può apparire facile, ma non lo è se si esamina la necessità di compiere comunque delle scelte in termine di bilanciamento tra le diverse attitudini fisiche (flessibilità, forza, potenza, velocità, coordinazione, resistenza cardiovascolare e muscolare), consci anche del limite del tempo a disposizione.   Tale bilanciamento è stabilito tenendo presente le specifiche caratteristiche di partenza dell’atleta e quelle desiderate/obbiettivo, stabilite sulla base dello stile favorito di combattimento,  il quale ovviamente nel tempo può cambiare.

Dalle varie Arti Marziali abbiamo quindi sintetizzato i migliori esercizi a corpo libero e sistemi di allenamento, arricchiti poi dall’utilizzo di attrezzature quali Kettlebell, clubbell, Trx, bulgarian bag, palle mediche, funi corde, elastici, bilancieri e pesi di vario tipo.

La logica è ridurre o meglio annullare l’utilizzo di macchine e apparecchiature speciali, in luogo al ricorso di semplice attrezzatura di vario genere, anche auto costruite, che permette di lavorare con le diverse fasce muscolari in modo vario e non monotono, replicando spesso gli stessi movimenti motori tipici delle Arti Marziali praticate.

La predisposizione ed il controllo dei vari esercizi è stato fatto sotto l’attenta guida di abili esperti del settore, dato che anche l’esercizio apparentemente semplice se eseguito in modo non corretto può causare a lungo andare problemi fisici.

L’obbiettivo primo è comunque il benessere a lungo termine dell’individuo, piuttosto che l’estremo condizionamento fisico di breve periodo, pur consci della necessità di consentire il raggiungimento di una adeguata preparazione  fisica già in tempi brevi.  L’approccio vuole essere infatti flessibile e modulare, in modo tale che possa adattarsi alle diverse esigenze in termini di obbiettivo e tempo a disposizione.

Ovviamente  viene affrontato con attenzione anche l’argomento del condizionamento  fisico e psicologico (capacità di resistere alle sollecitazioni interne ed esterne), ma tenendo ben in considerazione l’obbiettivo di fondo, le caratteristiche di ciascuno e l’opportunità di affrontare in modo graduale tale percorso.

L’aspetto psicologico dell’individuo ha importanza fondamentale nella vita quotidiana e forse ancor di più nel confronto individuale e fisico, dove inevitabilmente entra fortemente in gioco il sistema emozionale, di cui se ne vuole insegnare il controllo e la capacità di gestione.    La capacità di controllare se stessi, anche quando sottoposti a pressioni esterne è da sempre uno degli obbiettivi principali delle Arti Marziali ed in generale di tutti i Sistemi di combattimento, ma evidentemente se ne trae vantaggio anche nella vita quotidiana e nel relazionarsi con gli altri.  La capacità di gestire le proprie emozioni consente in ogni contesto di rendere al meglio, comprendere in modo migliore gli altri e le loro azioni, controllare l’ambiente circostante in modo efficace e vincente.

Nelle alle Arti Marziali e Sistemi di Combattimento spesso ho sentito parlare di Killer instinct,  che alla fine altro non è che la capacità di agire sulle proprie emozioni ed alterarle istantaneamente, come ci fosse uno switch (interruttore) azionabile a necessità/desiderio, capace di azzerare le inibizioni, le sensazioni di allarme (paura) e aumentare l’aggressività.  Tutto ciò ha ovviamente valore sino a quando si mantiene la capacità di controllare l’azione o interrompere tali meccanismi.  Sono pratiche peraltro esaltate da alcuni stili di Arti Marziali quali l’Harimau (effetto trance), il Serak, ma che comunque hanno riscontro nei livelli avanzati di quasi tutti i Sistemi di Combattimento e Competizione.

Particolare attenzione è data sin dall’inizio alla gestione delle proprie emozioni attraverso il controllo della respirazione e poi con il condizionamento mentale e fisico, creato seguendo alcuni percorsi formativi.  In tale ambito rientra la formazione di idonee capacità atte a consentire immediata reazione ad una aggressione, anche se perpetrata da uno o più individui apparentemente più forti.

Di tali aspetti si occupa il WARRIORS MIND parte integrante del WARRIOR CONDITIONING  che quindi non vuole cogliere solo l’aspetto fisico (phisical conditioning)