A MANI NUDE o DISARMATO

L’approccio al combattimento disarmato è  maturato con l’importante supporto di professionisti del settore ed è stato costruito ricollegando i principi di arti marziali anche molto eterogenee caratterizzate da:

  • colpi  (di mano, piede, ginocchio o gomito) e quindi, box, kickboxing, Muay Thai,  Kung Fu, Karate ecc
  • prese, strangolamenti, proiezioni, squilibri e controlli a terra e quindi Judo, JJ, Brazilian JJ e lotta in generale
  • leve articolari (Aikido, Chin Na)
  • approcci misti come il Jeet Kune Do o moderni Sistemi Militari

Nella costruzione del nostro Sistema maggior influenza hanno avuto comunque le Arti Marziali Filippine (il Kali-Arnis-Eskrima con i settori Panantukan, Sikaran, Dumog, Pananjakman, Luyog e il Silak della Famiglia Sayoc),  quelle Indonesiane (in primis il Pencak Silat Harimau di Guro Eric Kruk) e l’utilizzo dei Punti di Pressione, come detto con approccio “Combatives”.

La preferenza per tali Arti Marziali discende da:

  • praticità e concretezza del Kali, arte marziale duttile che opera in modo efficacie su tutte le distanze del combattimento, utilizzando un repertorio tecnico molto vasto che include tutti i settori citati in premessa (e la possibilità di utilizzare per mezzo degli stessi principi anche delle armi)
  • efficacia delle inusuali tecniche del Silat indonesiano (che spesso agiscono nello spezzare parti fragili del corpo umano quali collo, spina dorsale, ginocchia, bracci), Arte Marziale nata per contrastare anche più individui fisicamente più prestanti e per tale ragione tale Arte Marziale è stata inclusa nei programmi di allenamento di molti Reparti Speciali
  • l’utilizzo appropriato dei Punti di Pressione aumenta l’efficacia dei colpi e delle prese, consentendo una più rapida conclusione del combattimento (aiuta perciò a trasformare ancor più in vere armi alcune parti del corpo umano).

Il raccordo delle diverse Arti Marziali e l’apprendimento di Summa Maxima Combatives è reso agevole in quanto il sistema è fondato sullo studio e sul collegamento dei diversi principi delle Arti Marziali e non sulla memorizzazione di tecniche.  I principi di Arti Marziali anche molto diverse possono essere raccordati facilmente in quanto tutti hanno come unico riferimento l’uomo, le sue caratteristiche fisiche e le sue capacità di movimento.   Il riferimento ai principi consente mantenere il sistema aperto anche all’introduzione di elementi altre Arti Marziali e di crescere assieme a noi adattandosi nel modo più congruo alle caratteristiche dell’esecutore.

Il Sistema si fonda e si sviluppa sui seguenti fattori:

  • studio delle armi del corpo umano e loro migliore utilizzo (quasi ogni parte del corpo umano può diventare un’arma se usata in modo corretto sui giusti bersagli)
  • analisi dei punti deboli del corpo umano (Punti di Pressione) e modalità di attacco
  • studio delle leve e conto leve articolari, proiezioni e squilibri
  • controlli a terra e modalità di contrasto (o fughe)
  • spostamenti (foot-work), posizioni guardia e sviluppo della coordinazione motoria
  • studio delle geometrie degli spostamenti
  • concatenamento degli attacchi, delle parate e dei movimenti di mano e di piede
  • “vantaggio di campo”, ossia ricerca della miglior posizione rispetto agli avversari
  • strategie di attacco e difesa e quindi inviti, finte, blitz
  • analisi degli “degli ingressi”
  • studio dei concetti distanza, tempo, controtempo e dei ritmi del combattimento
  • gestione dei principi “demolire l’attacco”,”abbattimento delle barriere”, “controllo della linea centrale”, “movimento su più livelli”, “assorbire l’energia dell’ avversario”, “efficace ed efficienza nel combattimento”, “pressione nell’attacco”, “controllo del baricentro” (proprio e dell’avversario)
  • sviluppo dei riflessi e di idonea sensibilità motoria, tattile, epidermica ed extra corporea
  • miglioramento della velocità di esecuzione
  • sviluppo della potenza e dell’energia nelle tecniche di attacco e di difesa, anche in spazi ristretti
  • ricerca del corretto stato mentale nel combattimento (controllo delle emozioni e dell’aggressività)
  • resistenza allo stress fisico e mentale
  • strategia nel combattimento contro più avversari (anche armati)

Il combattimento a terra è studiato, ma per scelta si vuole ridurre al minimo il rischio di coinvolgimento in tale campo in caso di contrasto, dati i pericoli che ne possono derivare in un combattimento reale o “da strada” (più avversari, armi).  Si studiano invece i vantaggi che possono offrire strategie che prevedono veloci discese a terra e comunque il controllo dell’avversario a terra, mente si mantiene una posizione che consente di monitorare la situazione e il veloce spostamento nelle varie direzioni.

Attenzione è data alle modalità di fuga o uscita dai diversi controlli a terra, utilizzando tecniche inusuali “non sportive”.

Nella preparazione dell’allievo è data dal principio grande attenzione all’apprendimento delle tecniche di spostamento e ad un utilizzo ottimale delle armi del corpo, senza del quale ogni tecnica perderebbe di spessore nel combattimento.

Si da preferenza ai calci nelle linee medie e basse ma comunque vengono allenati anche i calci alti per migliorare le capacità di esecuzione delle tecniche di gamba, flessibilità e gestione del combattimento.   Il sistema predilige l’utilizzo di colpi a mano aperta, di cui si studiano tutte le potenzialità anche per un migliore accesso ai punti di pressione.

Le posizioni di guardia vengono usate in modo dinamico adattandosi continuamente all’avversario e alle strategie di attacco e difesa impostate (non esiste perciò una posizione di guardia fissa).

Il combattimento è impostato secondo logiche di efficienza ed efficacia, ossia se ne cerca la chiusura con le tecniche e le scelte strategiche più rapide, evitando movimenti passivi.  Come si crea un varco nella difesa dell’avversario se ne trae vantaggio immediato chiudendo il combattimento.   In nessun caso si insegnano in allenamento routine che allungano la chiusura del combattimento, anche solo per aumentare la destrezza nel movimento (ad esempio nelle entrate ed uscite dalla guardia dell’avversario).  Non vogliamo infatti in alcun modo facilitare la creazione di movimenti passivi che poi sotto stress potrebbero ripetersi nel combattimento reale.  Nel combattimento la gestione dei principi di efficienza ed efficacia è importante per ridurre al minimo lo spreco di energie e aumentare le possibilità di contrastare  più avversari.

L’allievo sin da subito impara le più semplici strategie di attacco e di difesa e quindi elementari, ma efficaci, combinazioni di attacco su obbiettivi sensibili facilmente raggiungibili.  Poi progressivamente si aiuta l’allievo ad accrescere ed affinare il bagaglio tecnico, quello psicomotorio e a trovare un proprio Sistema di combattimento basato sui citati principi universali.

Summa Maxima come punto di forza ha anche l’utilizzo di strategie particolarmente inusuali, tanto in attacco che in difesa, rielaborate dalle diverse Arti Marziali studiate,  arricchite dai diversi “trucchi sporchiappresi sul campo e dalle esperienze più pratiche dei sistemi Combatives.

Nel Sistema non si studiano forme, Kata  o Jurus che a nostro avviso poco hanno a che fare con il combattimento reale e rischiano di creare schemi fissi, rigidità di movimento o mentale.  Di contro abbiamo pianificato delle semplici routine atte ad accrescere le capacità motorie, migliorare la sensibilità nei vari settori del combattimento, addestrare le tecniche, allenare il giusto accesso ai Punti di Pressione ed applicare i principi in modo corretto ed efficace.

La giusta preparazione per affrontare scontri reali viene affinata anche tramite lo sparring, spesso supportato da particolari attrezzature che consentono simulazioni molto veritieri ed efficaci.

Non invitiamo l’allievo a memorizzare come difendersi da un determinato attacco, ma lo aiutiamo a sviluppare la propria sensibilità per percepire nel modo corretto l’attacco e il suo probabile sviluppo e quindi contrastarlo nel modo a lui più naturale, avendo sviluppato grande abilità nell’utilizzo dei colpi (in obbiettivi sensibili), leve, strangolamenti, proiezioni e squilibri.