IL METODO


Lo stile viene insegnato seguendo la metodologia  pubblicata da Pamana Tuhon Chris Sayoc nel  1987  e denominata  L.O.T.  “Logical Order of thinking Method”, ossia metodo dell’ordine logico con cui pensare, che è un processo specifico per imparare e insegnare le formule (formulas) o meglio i principi del Sayoc Kali.

I principi del Sayoc Kali sono insegnati attraverso dei drill (template e Transiction Drill) in modo tale che possano essere non solo compresi, ma anche assimilati a livello motorio, dato che talvolta la risposta istintiva può non essere la migliore, in particolare con le armi da taglio.  Il lavoro che viene compiuto con le sequenze Sayoc è quindi profondo, a mio avviso assimilabile a quello dell’hubad Filippino o a quello del Chi Sao Cinese.

Certamente a  Pamana Tuhon Chris Sayoc  si deve l’introduzione della logica dei “templates”  obbiettivi vitali su cui condurre gli attacchi e quindi la costruzione di sequenze a questi indirizzati, che possono seguire scopi più specificatamente militari (Military Templates)  o  atti a sviluppare la coordinazione motoria. Si  impara sin da subito infatti ad agire sui template o  con la mano destra o la sinistra o con entrambe in modo alternato o simultaneo.  Nel sistema  non esiste un’impugnatura specifica (fix grip), ma bisogna imparare a passare con naturalezza dall’una all’altra (fluid grip) a seconda dell’esigenza (posizione avversario, distanza, obbiettivi).  Se da un lato la logica inizialmente è quella dell’aggressore (inversione della logica rispetto alle Arti Marziali Tradizionali), ossia di chi armato di coltello vuole vincere un avversario disarmato (ma aggressivo e preparato) , dall’altro poi con il SILAK si insegna a contrastare nel miglior modo possibile  tali attacchi.  Sui Template vengono quindi  costruiti dei  flow,  sequenze fluide, in cui chi attacca (feeder)   è contrastato  efficacemente  da chi è aggredito (receiver) e a tale difese risponde in modo efficace.  Ad un livello avanzato i template, inizialmente studiati come armato contro disarmato, possono poi essere visti anche nell’ottica di coltello contro coltello, doppio coltello contro disarmato o doppio coltello contro coltello o doppio coltello.

Esistono diversi template  perché molteplici possono essere gli scopi o le armi utilizzate.

Ai template si affianca lo studio dei transiction drills (11), solo inizialmente armato contro disarmato, in cui attraverso dei  flow ben codificati  (ma anche qui ci sono dei target specifici)  si introducono particolari tecniche per contrastare gli attacchi di coltello e altrettante risposte per superare delle  “difese efficaci e aggressive”.   Per ogni posizione del transiction drill (incrocio tra attacco e difesa) vengono studiati almeno 5 tipi di chiusura dell’attacco a seconda delle distanze (lancio del coltello, lunga distanza, media distanza, close combat, grappling range) e svariate risposte di difesa a mani nude, attingendo le tecniche dal SILAK. Chi si difende a mani nude applica perciò un’ ampia gamma di leve articolari, disarmi (disarm, stripping, return to the sender), sbilanciamenti  e attacchi a percussione sui punti vitali.

Numerosi gli altri drill costruiti per prendere confidenza con le lame e creare abilità specifiche, come i vari Palasut Drills o Panantukan set, che sebbene possano richiedere inizialmente un certo esercizio menemonico, una volta assimilati rimangono nella memoria motoria e migliorano di molto le abilità specifiche.

A Pamana Tuhon Chir Sayoc si deve anche l’introduzione del lavoro simultaneo con più coltelli, lontano dalle logiche tradizionali, ma che consente anche in questo caso di migliorare la confidenza con le lame e  aprire le menti a più possibilità di attacco.  Per  facilitare l’addestramento  è stato introdotto il rig, cinturone dotato di più coltelli che possono (anzi devono) essere estratti con velocità.  Al rig poi successivamente è stata affiancata una “special vest”  (corpetto tattico) su cui possono essere inseriti i coltelli in più posizioni  e di recente i coltelli trainer  possono avere anche foderi kydex con clip multi posizione e ciò per rendere l’allenamento più simile ad un contesto reale.

Innovativi anche gli allenamenti sulle estrazioni  e (molto divertente)  il lancio del coltello, spesso trascurato nel knife fighting, ma favorito nel Sayoc Kali dall’utilizzo di più lame e  drill specifici.
Le lame utilizzate possono essere delle più svariate forme e dimensioni, dai piccoli coltelli alle spade, dai karambit  a delle specie di grandi roncole.